La lirica “L’arcobaleno” commentata da Salvatore Stornello

L'Arcobaleno
L’arcobaleno

Vivace, brillante, policromo,
assieme al sereno spunta,
come fuoco di corpi in amore
alla terra aderisce
con mille colori

Antonio Cammarana

Nella brevità dei versi della lirica “L’arcobaleno”, che troviamo nella silloge “Fiaba d’inverno e altre poesie” di Antonio Cammarana, si scopre una raffinata e devastante profondità spirituale coniugata con una dimensione figurativa, che trova il suo momento culminante nella similitudine col fuoco che si libera dai corpi in amore.
“L’arcobaleno” è una scheggia poetica, dove convergono i ricordi di un’infanzia trascorsa a contatto con la natura e un frammento di esaltazione della bellezza dell’universo. L’arcobaleno spunta assieme al sereno, dopo lo sconvolgimento causato dalla tempesta degli elementi, e, con la sua multicolore adesione alla terra, annuncia la ripresa dell’attività umana.

Con questa iconografia, che è nello stesso tempo struggente ricerca interiore e musicale letizia, l’Autore eleva il proprio io alla sommità della Natura, creando un nesso inscindibile tra l’eleganza letteraria e i temi portanti del Romanticismo e del Naturalismo, nesso che si fissa in un felice effetto pittorico impressionistico di solare luminosità.
La brevità lapidaria del componimento, infine, mette in evidenza una reale padronanza degli strumenti artistici espressivi, tutti accentrati intorno ad un’unica immagine: lo spuntare dell’arcobaleno.

Salvatore Stornello

 

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